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L’utilizzo dei servizi dell’interim manager – lo sfondo del problema e i costi (3/3)

L’utilizzo dei servizi dell’interim manager – quali obiettivi sono stati concordati per i prossimi tre mesi

Dopo questa conferma dei numeri, per il titolare dell’impresa famigliare non c’erano più dubbi sull’utilità multipla del dirigente temporaneo.

Dal calcolo sui costi dell’interim manager si può vedere che egli costa circa 1.000 € al giorno. Il contratto è stato fatto per 3 mesi o intorno alle 65 giornate lavorative, più le spese di viaggio di circa 3.000 € al mese. Il costo complessivo concordato era di 74.000 €.

Dal secondo calcolo si vede che il margine commerciale lordo per i lavori contrattati ex-novo a livello annuale nei primi tre mesi di lavoro dell’interim manager erano di circa 65.000 €.

Da questo deriva il fatto che il costo del dirigente temporaneo per i tre mesi del suo lavoro è stato saldato già dal margine commerciale lordo annuale dei lavori contrattati ex-novo (un calcolo più preciso della convenienza dipende dal fattore del margine commerciale lordo/margine commerciale netto). In una valutazione più precisa del lavoro dell’interim manager bisognerebbe inserire anche il miglioramento della liquidità dell’azienda come consegunza della fatturazione notevolmente migliorata e il rischio dell’attività generalmente diminuito grazie all’introduzione del »manuale d’autorità«.

Considerando tutto questo il titolare ha deciso di prolungare il contratto con l’interim manager per altri tre mesi, con la valutazione ulteriore che tre giornate a

settimana sarebbero potuti bastare per i miglioramenti rimanenti. Questa decisione andava bene anche al dirigente temporaneo, al quale così si era aperta l’opportunità di lavorare su un altro progetto che non esigeva la sua presenza costante.

I primi tre mesi sono stati maggiormente utilizzati per l’introduzione delle »misure di sicurezza« per eliminare alcuni pericoli diretti per l’attività dell’impresa (p.es. la questione della liquidità), per l’introduzione di processi di lavoro definiti in modo chiaro, per bloccare la tendenza negativa degli indicatori di prestazione chiave (KPI) e, infine, per un’organizzazione interna più efficace.

L’interim manager ha proposto al titolare dell’impresa di focalizzare l’attività dei tre mesi successivi sui progetti futuri e sui piani per la crescita sostenibile dell’impresa, così come sull’ulteriore sviluppo delle conoscenze e delle abilità del figlio.

Il piano per i tre mesi successivi includeva:

  • la visione e la strategia della ditta per i prossimi cinque anni
  • la definizione di tutte le risorse necessarie (finanziarie, umane, infrastrutturali)
  • i metodi di assicurazione di tutte le risorse indispensabili
  • il potenziamento delle risorse umane della ditta
  • un notevole miglioramento degli aspetti di sicurezza dell’impresa per quanto riguarda i prodotti ad alto rischio (carburanti)
  • l’introduzione di un sales management altamente professionale
  • il proseguimento dello sviluppo delle conoscenze e delle capacità del figlio del titolare

Oggi questa impresa famigliare è una delle aziende di distribuzione leader nella sua regione, conta più di 20 impiegati e il traffico del 220% superiore rispetto al periodo precedente gli interventi attuati dall’interim manager.

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