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Una grande compagnia multinazionale ha deciso di esaminare la sua route to market, »via al mercato«, su uno dei suoi più grandi mercati europei.
Una volta presa la decisione che ai grandi acquirenti (definiti di platino e d’oro) il servizio sarebbe stato fornito direttamente (ovvero tramite i propri rappresentanti di vendita), bisognava definire il metodo del servizio per tutti gli altri acquirenti (quelli d’argento e di bronzo), i quali erano un paio di centinaia di volte più numerosi rispetto a quelli di platino e d’oro.
Si pensò di fornire il servizio agli acquirenti d’argento e di bronzo tramite una rete autorizzata di distributori. Tuttavia, in quel momento la rete dei distributori era troppo grande, inefficace, di scarsa qualità e insufficientemente definita nel contesto dei diritti e dei doveri, per poter prestare questo servizio ad alcune migliaia di clienti esistenti. Analogamente la quota di mercato non era alta, e le analisi dimostravano che esistevano ulteriori migliaia di potenziali acquirenti di bronzo e d’argento ai quali si sarebbe potuto arrivare con un’attività più sistematica della rete dei distributori.
Il passo successivo è stata l’analisi del mercato – degli acquirenti esistenti e potenziali, ovvero il loro numero totale, del volume e dei margini commerciali potenziali per la rete dei distributori. In base a questo, come in base alle spese fisse dei distributori per il possesso di infrastrutture (magazzino, veicoli, personale addetto alle vendite, supporto ecc.), è stata ottenuta la »massa critica« per distributore, e con questo anche il numero ottimale dei distributori. Questo numero ottimale dei distributori era minore rispetto a quello esistente. Dalla rete dei distributori esistente sono stati scelti quelli migliori (in questa operazione sono stati
applicati numerevoli criteri, come la visione e la strategia della ditta, le qualità gestionali e direzionali del titolare/direttore, personale addetto alle vendite motivato e competente, un’infrastruttura di qualità e posizionata strategicamente, la stabilità finanziaria, l’etica e la moralità nel lavoro ecc.). Contemporaneamente, nelle regioni in cui nessuno dei distributori rientrava nei criteri richiesti sono stati assunti dei nuovi distributori.
La fase successiva è stata la definizione dei diritti e dei doveri contrattuali per la neonata rete dei distributori, la creazione di un ambiente di team e un’educazione intensiva, durante la quale si perfezionavano le loro conoscenze e abilità per rispondere con successo a tutte le sfide del mercato.
Il risultato di questa ottimizzazione della »via al mercato« può essere osservato dal punto di vista del distributore e da quello della compagnia multinazionale. Dopo l’ottimizzazione i distributori erano più soddisfatti e più motivati. Il loro rapporto d’affari con la compagnia multinazionale è diventato più chiaro dal punto di vista dei diritti e dei doveri (il che ha portato maggiore siccurezza per gli investimenti), ricevevano un supporto delle vendite molto superiore ed è stato consolidato un forte rapporto di partenariato tra loro e la compagnia multinazionale.
I risultati ottenuti con questa ottimizzazione erano impressionanti. In un anno di lavoro sull’ottimizzazione e ristrutturazione della rete dei distributori la vendita non è calata, nonostante il fatto che il numero dei distributori fosse diminuito di alcune volte. Già nell’anno successivo la vendita ha cominciato a crescere notevolmente. Inoltre le spese della compagnia sono diminuite in maniera sostanziale (p.es. numero di ordinazioni minore, fatturazione più efficace, pianificazione della produzione più efficace ecc.).
Se vi serve un aiuto nell’analisi dello stato delle attività della vostra impresa, oppure nella creazione della strategia dell’impresa, avete bisogno di un consulente. Se invece desiderate che qualcuno vi aiuti nell’attuazione dei parametri strategici che avete definito, il dirigente temporaneo sarà la scelta migliore.
L’interim manager può essere anche il consulente, ma solitamente il consulente non è interim manager, perché non si occupa dell’attuazione delle soluzioni che propone.
Lo schema sopra mostra chiaramente la divisione dei ruoli del consulente d’impresa, del dirigente temporaneo e del direttore-dipendente.
Quindi la differenza tra il consulente e l’interim manager è che il consulente consiglia e propone, ed è responsabile nei confronti della propria azienda. Il dirigente temporaneo attua le misure concordate ed è responsabile direttamente ed esclusivamente verso il proprio cliente.
Esistono però persone che grazie alla loro ricca esperienza d’affari possono svolgere contemporaneamente entrambi i ruoli, sia di consulente d’impresa che di interim manager.